Lucas Reiner - Renaissance Removal Paintings

Nel febbraio del 2026 ho viaggiato da Los Angeles a Verona per visitare le esposizioni a Studio La Città e a Deposito À. Durante una cena in Piazza San Zeno, Francesco Sutton ed io abbiamo concordato una mostra personale a maggio che avrebbe incluso nuovi quadri e la proiezione del mio film, Between Hope and Alameda, realizzato a Los Angeles in collaborazione con Heather Seybolt, oltre a tre ritratti ispirati al film.

Viaggiando in treno da Verona a Porto, dove ho attualmente lo studio, mi sono fermato a Madrid per visitare il Prado. Dopo aver aspettato in fila sotto la pioggia diligentemente per un’ora, fortunatamente riparato da un ombrello, la malinconia mi ha travolto. Era il compleanno di mio fratello, il primo dalla sua morte. Essere sotto un ombrello nella pioggia si rivelò la mise-en-scène perfetta per quel giorno; lacrime che si mescolavano alla pioggia.

« Il pleure dans mon cœur / Comme il pleut sur la ville » — Paul Verlaine

All’interno del Prado ho trascorso 7 ore a disegnare, spostandomi in modo intuitivo da un dipinto all’altro, abbozzando solo gli alberi sullo sfondo, la mise-en-scène rispetto alla scena in primo piano, annotando le relazioni e la loro funzione all’interno dell’opera complessiva. Disegno alberi, sfondo di opere, nei musei da molti anni, ma solo ora ho sentito l’impulso di trasformarli in dipinti. La prima decisione è stata quella di mantenere esattamente le dimensioni o le proporzioni degli originali.

Sfondo degli sfondi

Sono cresciuto come artista osservando gli alberi a Los Angeles, solitamente trattati come elementi di sfondo, per metterli in primo piano. Rendendoli il soggetto principale del mio lavoro, ho immaginato di restituire a quegli alberi la dignità che un tempo possedevano, equivalente o emblema del divino.

Dopo aver ridato dignità formale e esistenziale a questi alberi ora diventati soggetto delle mie telle a olio, si è presentata la possibilità di realizzare un film in 8mm. Il copione immaginario avrebbe scelto gli alberi marginalizzati dello sfondo come “star” e l’ambiente urbano come “comparse”, invertendo la percezione abituale di Los Angeles che si vede sullo schermo.

L’albero è ora la “star”, ma la fama comporta questioni intricate. A Los Angeles, la mia storia personale, cresciuto nell’industria del cinema e della televisione con un padre famoso e, successivamente, anche un fratello famoso, è stata complessa. Nel 2001, quando ho iniziato a dipingere alberi malridotti ai bordi delle strade, un effetto collaterale sorprendente è stato che le persone hanno iniziato a raccontarmi degli alberi unici e deformi che avevano notato.

Il mio amico, l’artista Lawrence Carroll, mi suggerì di mostrare i miei dipinti di alberi a Claudia Gian Ferrari nella sua galleria a Milano. Quando Claudia li vide, disse: “È un albero, ma è come una persona… ma gli alberi sono migliori delle persone!”

Lawrence mi presentò anche Hélène de Franchis e Studio La Città.

Naturalmente, non c’è nulla di nuovo nel portare lo sfondo di un dipinto in primo piano. Braque ebbe questa splendida intuizione quando inventò il Cubismo, cercando di superare il dominio della prospettiva rinascimentale a punto unico, in vigore da 400 anni, e di tornare a un approccio dimenticato, medievale e cosiddetto “primitivo”.

Dopo oltre 25 anni trascorsi a dipingere alberi marginalizzati di sfondo come immagini in primo piano, ho indagato ulteriormente lo sfondo di quegli sfondi: che cos’è quello spazio? Sono cresciuto all’ombra dell’arte concettuale, ma non mi considero un artista concettuale. Questo è il contenuto rappresentativo di questo corpus di opere che ho deciso di intitolare Renaissance Removal Paintings.

Luicas Reiner
Porto, Maggio 2026

Studio la Città
Via Lungadige Galtarossa 21, Verona

dal 16 maggio 2026