Luce, tempo e materia elettronica: Davide Coltro nella Villa Ducale di Stresa

Quando l’arte contemporanea sceglie di abitare luoghi carichi di memoria storica, il risultato è spesso una metamorfosi dello spazio e della percezione. È esattamente ciò che è accaduto a Stresa, sulle sponde del Lago Maggiore, dove la storica Villa Ducale, prestigiosa sede del Centro Internazionale di Studi Rosminiani, ha aperto per la prima volta le sue porte a un intervento di arte contemporanea.

Protagonista di questa contaminazione culturale è Davide Maria Coltro, pioniere in Italia della ricerca sui linguaggi digitali e sulla pittura elettronica. Da tempo radicato nel territorio dell’Alto Vergante, a Gignese, Coltro è stato invitato a prendere parte all’annuale Simposio del Centro, un evento che storicamente riunisce filosofi, teologi e pedagogisti. L’obiettivo? Introdurre il linguaggio visivo come catalizzatore privilegiato di trasformazione interiore e di rinnovamento dello sguardo.

Al centro dell’installazione presentata a Villa Ducale ci sono i celebri Quadri Mediali dell’artista. Queste opere non si configurano come semplici monitor, ma come vere e proprie “tele generative di pittura elettronica”, in cui i confini tradizionali del medium pittorico si dissolvono per fare spazio a flussi in divenire di luce, colore e tempo.

Attraverso le opere di Coltro, la Villa Ducale dimostra come il patrimonio storico e archivistico, che custodisce oltre centomila volumi e le tracce di un illustre passato risorgimentale, possa dialogare apertamente con i linguaggi del presente. Un incontro inaspettato e fecondo tra la smaterializzazione della pittura elettronica e la solidità della riflessione filosofica, che conferma come l’arte contemporanea sappia farsi custode e interprete delle domande più profonde dell’essere umano.