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Igino Legnaghi (with Hélène), Studio la Città, 1984
photo credit: Studio la Città
La scultura è mai stata un rifugio per parole fugaci o un seme gettato al vento? Bisogna quindi stare attenti a non scivolare su queste strutture che sembrano leggere ma sono al contrario pesanti, che sembrano assenti eppure hanno la capacità di alterare lo spazio. Appaiono così spoglie che si è costretti a scegliere tra silenzio e interno, mentre racchiudono una storia di ricordi e di misure interiori, calibrate con estrema precisione, e di perfetta riproducibilità.
Lo stesso Igino Legnaghi parla pochissimo, come ci viene detto fosse l’abitudine di molti scultori, come Brancusi, per non parlare di Michelangelo; e solo sotto questo aspetto egli rimane, in modo molto umano, tradizionale.
Tommaso Trini, 1979