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CATALOGHI MOSTRE COLLETTIVE

Sin dalle prime mostre degli anni settanta lo Studio la città ha sempre pubblicato in occasione di ogni mostra un catalogo, o comunque una scheda informativa sull'attività degli artisti. Dal 1994 i cataloghi pubblicati nel corso di un anno vengono raccolti in unico volume, ma sono comunque disponibili anche quelli delle singole mostre.

I cataloghi sono tutti acquistabili presso la nostra sede espositiva oppure online inviando una richiesta a: pubblicazioni@studiolacitta.it

Cloud Factory
Anna Galtarossa e Daniel Gonzàlez – Novembre 2012
Brochure 8 pagine
testo di Giacinto di Pietrantonio (Italiano/Inglese)
7 riproduzioni a colori
€ 5
OFF-SCREEN - Luglio 2012
38 pagine - testo di Francesco Zanot (Italiano/Inglese)
20 riproduzioni a colori
€ 25
AD LUCEM. Contemporary Art for Arvo Pärt - October 2011
63 pagine - testo di Angela Madesani (Italiano/Inglese)
27 riproduzioni a colori - NOMOS Edizioni
€ 25
Una Prospettiva Italiana
An Italian Perspective
Ma lo sguardo vede? – Febbraio 2011
Brochure 8 pagine
testo: Conversazione virtuale tra G.
Basilico, V. Castella, M. Vitali coordinata da
Angela Madesani (Inglese /Italiano)
4 riproduzioni a colori
2 riproduzioni bianco/nero
€ 8
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Conversazione virtuale tra Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Massimo Vitali, coordinata da Angela Madesani

Una prospettiva italiana/An Italian perspective. Ma lo sguardo vede?
è una rassegna su un’ importante stagione italiana della fotografia e della teoria ad essa correlata. La mostra si propone di aprire un dibattito verso nuove letture, più ampie prospettive e riflessioni su una identità italiana di fotografia, attraverso la ricerca di tre artisti: Gabriele Basilico, Vincenzo Castella, Massimo Vitali.

A.M. Il sottotitolo della mostra è in realtà un quesito: lo sguardo vede?
V.C. Con il punto di domanda è chiaro che si pongono già degli assiomi. Fare questa domanda significa già affermare che lo sguardo da solo non vede. Il guardare e il vedere sono due cose diverse.
G.B. Per anni abbiamo discusso sul confronto tra il guardare e il vedere. Vedere dovrebbe essere qualcosa di sottile, che seleziona e che arriva al centro delle cose, quello che ci fa scoprire ciò che si guarda, ma non si vede con chiarezza perché spesso è poco nitido. V.C. Ritengo che, lo “sguardo” e la retorica ad essa associata, sia da considerare pretenziosa e narcisista. E’ Il “vedere” che fa sì che lo sguardo si appoggi a ciò che riconosce e che viene riconosciuto da chi guarda. Il concetto di “visione” è una forma più articolata che implica proprietà complesse, è il punto di arrivo di un progetto secondo il quale si desidera trasmettere ogni fatto di esperienza e ogni bisogno agli altri. E’ il momento di condivisione di tutto il lavoro svolto.

A.M. Per ritornare un passo indietro: il vedere è la fase precedente all’osservare?
G.B. No, forse il vedere è la fase successiva. E’ importante analizzare il modo in cui questo avviene. Quando si è sul campo, è come se si realizzasse una scansione del reale. Poi l’idea del reale, del paesaggio, si moltiplica nel mare infinito degli aspetti del mondo. Oggi la rete gestisce questo in un tempo talmente rapido che viene subito consumato. Nel momento in cui scegli un punto di vista, se ne crea immediatamente uno nuovo.

A.M. Autori come voi hanno uno sguardo privilegiato?
G.B. Probabilmente sì, anche se mi piace pensare di possedere uno sguardo
equidistante, “democratico”. ...

Art 41 Basel – Giugno 2010
Antipodi - Antipodes
20 pagine - testo di Marco Meneguzzo
(Italiano/Inglese)
19 riproduzioni in bianco/nero
€ 12
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ANTIPODI

Anticamente si credeva che agli antipodi vivessero essere straordinari e mostruosi: anche oggi si cercano gli abitanti degli antipodi, per vedere se una civiltà stanca come quella occidentale possa usare, capire, rinvigorirsi utilizzando i mezzi espressivi degli abitatori degli antipodi. I nostri antipodi artistici sono le culture sinora emarginate, come quelle asiatiche, o quelle africane, o quelle delle minoranze in Occidente: queste sono le nuove frontiere dell’arte, e qui lo Studio la Città ha cercato nuovi artisti, senza rinnegare il proprio passato sostanzialmente eurocentrico.

Così, l‘accostamento tra artisti che stanno agli antipodi, e che costituisce il progetto della galleria – come ad esempio gli italiani Gabriele Basilico, Pier Paolo Calzolari, Vincenzo Castella, Giulio Paolini ed Ettore Spalletti, rispetto agli indiani Hema Upadhyay, Balaji Ponna, Riyas Komu, all’afroamericano Nick Cave, all’americano Jacob Hashimoto, al video artista russo Victor Alimpiev – crea dei cortocircuiti linguistici di grande interesse. (...)

Art 40 Basel – Giugno 2009
Esotico Contemporaneo
20 pagine - testo di Marco Meneguzzo
(Italiano/Inglese)
15 riproduzioni in bianco/nero
€ 12
Art 39 Basel – Giugno 2008
Ur-Formen, Ur-Objekten, Ur-Erzähalungen
20 pagine - testo di Marco Meneguzzo
(Italiano/Inglese)
11 riproduzioni in bianco/nero
€ 12
The Armory Show – Marzo 2010
Exotic / Heretic / Erotic
Progetto a cura di Marco Meneguzzo per Studio la Città e Oredaria Arti Contemporanee
- Dedicato a Claudia Gian Ferrari -
20 pagine - (Italiano/Inglese)
16 riproduzioni in bianco/nero
€ 12
anteprima catalogo


EXOTIC, HERETIC, EROTIC

Che cosa si chiede all’arte, oggi?

Che sia nuova, e la novità non si può trovare – sembra – che nell’esotismo di frontiere e di confini sempre più lontani, ma di fatto sempre più vicini, a portata di mano: l’insolito, l’inconsueto, il lontano sono ormai parole di comodo, sono termini “di massa” e per la massa. Si cerca l’avventura, ma è necessario che questa sia assolutamente controllabile, che rientri nei confini del prevedibile e del previsto. Invece oggi la vera novità consiste nell’inaspettato, in un luogo della mente che riesca a ricostruire relazioni diverse – e quindi nuove – tra elementi conosciuti. XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXCosì, una volta scoperto che il pianeta è uno spazio finito, e neppure tanto grande, si deve cercare l’esotismo altrove, magari in “una stanza tutta per sé”, l’unico luogo di un nuovo possibile. EXOTIC

Che sia stupefacente, dissidente, critica, contestatrice. E’ la caratteristica più difficile, oggi: sappiamo cosa contestare, ma i buoni sentimenti, la correttezza politica, la coscienza di trovarsi dalla parte della ragione, rischiano di diventare l’ortodossia dell’arte, soprattutto se il linguaggio usato obbedisce a quello che è diventato ormai il “galateo dell’anticonformismo”. Paradossalmente, persino la cattiveria è codificata, così come sono identificati i “cattivi” del mondo, ed additati alla nostra intelligenza: tuttavia, così facendo, non si fa che ripetere stancamente lo stesso linguaggio, incentrando tutto sul soggetto di turno, sul nostro obbiettivo quotidiano (e quindi effimero) di indignazione morale. (...)

The Armory Show – Marzo 2009
Italy Post Contemporary
20 pagine - testo di Marco Meneguzzo
(Italiano/Inglese)
11 riproduzioni in bianco/nero
€ 12
Lanscape As A Dream - Febbraio 2009
Brochure 6 pagine - testo di Luigi Meneghelli (Italiano/Inglese)
9 riproduzioni a colori - 2 riproduzioni in bianco/nero
€ 8
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Landscape as a Dream

Nuovi, tanti, infiniti sono i paesaggi del terzo millennio: soprattutto essi sono in continua trasformazione.

Tutti i punti di riferimento vengono quotidianamente spostati e l’equilibrio visivo, la profondità dello sguardo “si frantuma puntualmente contro apparizioni e illusioni“ ogni giorno più numerose, tanto veloci nel nascere quanto lo sono nello scomparire. Non è un caso che si parli di “campagna urbanizzata” e contemporaneamente di “città diffusa”, per indicare un luogo non più situabile, definito solo dalla dispersione nel territorio di oggetti, persone, attività. La percezione più frequente dello spazio contemporaneo è quella di una infinita moltiplicazione delle possibilità visive e della crescente amplificazione delle occasioni di conoscenza. Solo che con “l’eccesso del vedere”, lo sguardo si fa cieco: perde lo spessore dell’esperienza, diventa onnivoro, troppo veloce e distratto per tradursi in emozione, in significato.

Come recuperare allora un sapere dello sguardo che non risulti già risolto o iperrealizzato? Come forzare la realtà e le sue apparenze? Forse solo superandole, eccedendole, esorcizzandole e, dunque, ripristinando miti, utopie, fantasie; riportando il già noto in una dimensione ignota, in uno stadio della “lontananza” (lontananza intesa come nostalgia, scarto, orizzonte, ombra, ecc….). Perso il sogno di un mondo puro, naturale, non resta che costruire nuove storie su un paesaggio familiare, “trasparente”. E gli artisti in mostra sembrano andare proprio in cerca di nuove narrazioni e racconti, perché il problema non è più su come rappresentare la realtà, ma su quale realtà rappresentare, o meglio la questione non è più quella di riprodurre o di investigare gli estremi confini della nostra esperienza, ma quello più radicale di una sorta di loro rifondazione, della formazione di un nuovo alfabeto visivo, capace di unificare sguardo e visione, interno ed esterno, rilevazione e rivelazione dei luoghi. E’ un’arte che persegue una passione per l’Altrove, un’aspirazione verso una cosmogonia immaginaria.

Il mondo (il paesaggio naturale e culturale) che gli artisti scoprono e costruiscono non lo trovano però bell’e pronto nell’Altrove, ma certamente l’Altrove li aiuta a trovarlo. Come il Marco Polo di Italo Calvino essi sono costretti a viaggiare (ad osservare da più punti di vista la natura delle cose), se effettivamente intendono descrivere “città invisibili” che, alla pari dei sogni, “sono costruite di desideri e di paure”. Ma che cosa si intende davvero con il termine “Altrove”? L’Altrove è la rottura dei modelli, dei luoghi comuni con cui siamo abituati ad osservare le cose che ci circondano: è il suggerimento di mondi aldilà del nostro limitato orizzonte. Una fluidificazione delle costrizioni spaziali e delle forme stesse: una trasformazione continua. (…) Luigi Meneghelli



India Crossing - Marzo 2008
40 pagine - testo di Marco Meneguzzo e Shaheen Merali
(Italiano Inglese)
40 riproduzioni a colori
€ 15
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INDIA CROSSING/ SELF CROSSING

Ogni viaggio di scoperta è alla scoperta di se stessi. Lo si può fare non muovendosi dalla propria poltrona, come il famoso argonauta in pantofole di metafisica memoria, oppure si va verso una delle frontiere di questo pianeta. Il primo metodo, oggi tendenzialmente desueto, è immediatamente introspettivo, il secondo sembra invece proiettato verso una conoscenza collettiva, è uno sguardo sull’Altro. Apparentemente.

Di fatto, cerchiamo sempre ciò che già conosciamo – e questo è un sicuro metodo di conoscenza: paragonare l’ignoto al noto, in modo da rilevarne analogie e differenze, e quindi conoscere anche quello, trascinandolo nella nostra sfera del conosciuto e del riconoscibile -, e, ancor di più, cerchiamo sempre ciò che ci piace, soprattutto se il nostro viaggio non possiede caratteristiche pericolose – le tribù ostile che uccisero prima Magellano e poi Cook… -, ma è segnato semplicemente dal bisogno di sperimentare il mondo per sperimentare se stessi. Così, quando si va alla scoperta dell’India, il problema è: quale India vediamo o, ancor meglio, quale India vogliamo vedere?

Se ci ponessimo l’obbiettivo dell’oggettività, forse faremmo meglio a non iniziare neppure: mai come in Paesi quali la Cina o l’India un tentativo statistico di conoscere gli artisti del luogo è destinato a fallire, se non altro per il numero degli stessi: a parità di percentuale di artisti presente in Italia, in India e in Cina dovrebbero essere attivi in ciascun paese circa un milione di artisti! Così, una prima radicale selezione avviene in loco, e in questo entrano fattori che forse hanno poco a che fare con l’artisticità: fortuna, caso, residenza (è più facile essere riconosciuti come artisti se si vive a Mumbai piuttosto che a Madras…), generazione d’appartenenza, socievolezza, amicizie, propensione al viaggio, tutto concorre ad elevarsi dalla massa purtroppo indistinta delle migliaia e migliaia di artisti operanti nello stesso momento nello stesso paese, ferma restando per tutti – a monte dell’artisticità – la virtù della consapevolezza di voler essere artisti, e inseriti in un gioco internazionale con cui non si ha paura di misurarsi. Tuttavia, queste considerazioni che potrebbero apparire ciniche a chi non è del mestiere, sono invece inevitabili, e comunque non escludono affatto la possibilità di una scelta anche all’interno di quella che è già una selezione numericamente drastica: al contrario, solo di fronte alla moltitudine indistinta sarebbe materialmente impossibile scegliere. Per questo, si sceglie sulla base di ciò che è già emerso e, paradossalmente, non si tratta di una scelta obbligata, anzi…lo sviluppo esponenziale del mercato e della passione per l’arte (se questo sia un bisogno indotto da quello è tutto da vedere) consente un discreto ventaglio di proposte, di tendenze, persino di stili, a patto che rimangano entro l’alveo larghissimo – e continuamente in espansione – del riconoscibile. (…)”

“ORIENTALISMI – FORMS OF ORIENTALISM” Trenta fotografie della fine del XIX secolo in relazione a: GABRIELE BASILICO, LUCA CAMPIGOTTO, DANIELA COMANI, LYNN DAVIS TARIN, GARTNER, SHIRIN NESHAT, MARCO ZANTA – Novembre 2005
32 pagine – testo di Angela Madesani (italiano/inglese) 21 Riproduzioni a colori
€ 15


IL NODO PARLANTE - Febbraio 2005
Letizia Cariello, Laura Marchetti, Arthur Duff, Davide Nido
16 pagine - testo di Luigi Meneghelli (italiano/inglese)
16 riproduzioni in bianco/nero
€ 10
INTERROGARE IL LUOGO - 8 Febbraio 2003
Marina Ballo Charmet, Davide Bramante, Jean Marc Bustamante, Monica Carocci, Giacomo Costa, Roland Fischer, Armin Linke, Sven Pahlsson, Thomas Struth, Alexander Timtschenko, Michael Wesely.
Testo di Luigi Meneghelli (Italiano/inglese)
32 pagine - 15 riproduzioni a colori - 2 riproduzioni in bianco e nero.
€ 10
IL RESPIRO NASCOSTO DELLE COSE - Dicembre 2001
Pier Paolo Calzolari, Lawrence Carroll, Lena Liv, Mirco Marchelli, Mario Merz, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Mariella Poli, Roberta Silva, Nanni Valentini, Richard Wentworth.
32 pagine - testo di Luigi Meneghelli (Italiano/Inglese)
11 riproduzioni colore - 1 riproduzione bianco nero
€ 15
MORBIDA QUIETE E LA NOTTE - SOFT STILLNESS AND THE NIGHT - Ottobre 1999
Stuart Arends, Max Cole, Lena Liv, Emil Lukas, Julia Mangold, Mirco Marchelli, Ross Rudel, Ettore Spalletti + Giorgio Morandi.
32 pagine - testo di Michael Haggerty (Inglese/Italiano)
16 riproduzioni bianco/nero - 21 riproduzioni colore
€ 15
VERBA LUCIS - Maggio 1999 (edizioni Hopfulmonster- Torino)
Pier Paolo Calzolari, Dan Flavin, Lucio Fontana, Joseph Kosuth, Mario Merz, François Morellet, Maurizio Nannucci, Keith Sonnier
32 Pagine - testo di Mario Bertoni (Italiano/Inglese)
18 riproduzioni colore
€ 15
E LA CHIAMANO PITTURA - Giugno 1996
Uta Barth, Stefano Cattaneo, Christian Eckart, Herbert Hamak, Imi Knoebel, Ross Rudel, David Simpson.
32 pagine - testo di Mario Bertoni (Italiano/Inglese)
16 riproduzioni bianco nero - 8 riproduzioni colore
€ 15
TOOLBOX - Maggio 1993
Luigi Carboni, Stefano Cattaneo, Mauro Folci, Fabian Marcaccio, Su zanne McClelland, Carl Ostendarp, Jack Risley.
32 pagine - testo di Anthony Iannacci (Inglese/Italiano)
37 riproduzioni bianco nero - 14 riproduzioni colore
€ 15
NOTHING NEW - NIENTE DI NUOVO - Maggio 1992
Umberto Cavenago, James Croak, Christian Eckart, Robert Feintuch, Alberto Garutti, Fabian Marcaccio, Marco Mazzucconi.
32 pagine - testo di Anthony Iannacci (Inglese/Italiano)
14 riproduzioni colore - 27 riproduzioni bianco nero
€ 15

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