Le scatole di Arends sono realizzate in un modo particolare che potremmo descrivere come stratificazione di pelli sottili sovrapposte su un'armatura o un corpo in legno, acciaio o perfino cartone: uno strato di cera e grafite, e uno strato di pittura ad olio che alternativamente coprono e scoprono quello che sta sotto. La cera viene applicata a mano e le tracce della matita e del pigmento si intravedono appena sotto le impronte delle mani dell'artista, ma non sono per questo meno presenti. Ciò che trasmette la fisicità della superficie alla luce sono, paradossalmente, le cancellature di Arends: aperte, riempite di buchi, le pelli sono unite, intrecciate e diventano insieme figura e fondo. Potrebbe apparire un esercizio accademico se non fosse per l'effetto stranamente frastornante che colpisce chi guarda un'opera che sembra compiuta e sembra, allo stesso tempo, sul punto di scomporsi completamente: come se i quadri fossero una trama che si disfa lentamente. O al contrario che si tesse lentamente. (vedi biografia)
