MARCELA CERNADAS: nata a Campana, Argentina il 31 dicembre 1967. Vive e lavora fra Venezia e Buenos Aires.
Il tema del cibo è sempre stato presente nella mia riflessione sull'arte, sin dai primi anni della formazione, in una ricerca che sento rivolta alla scoperta dell'essenzialità. Un pensiero che immediatamente corre a una presenza esigua fatta di liquidi, sali, creme, spezie intesi in una loro immediata datità che li circoscrive, nella quale qualsiasi aggiunta diviene orpello, barocchismo, nausea.
Ho iniziato una ricerca sul significato di cibo e lusso e dei loro reciproci rapporti con l'intenzione di comporre a partire da ciò una serie di lavori nel continuo tentativo di trovare un percorso che si snodi tra pulsioni personali e originalità.
Nella lunga serie di video El Comensal le scene iniziano con una rigorosa composizione pittorica del set come specie di nature morte. Sofisticate stoviglie e cibi opulenti compongono "l'introito terribilis" di questo commensale del quale non vediamo neanche un frammento ma osserviamo inesorabilmente il suo gesto meccanico, implacabile, verso una fine stridente e grottesca di cibo sprecato che diventa quasi altro. Più tardi un timido corpo frammentato nei lavori Los Regalos sorregge con un braccio esile e ambiguo calici regali oppure accoglie con gesti tremuli e forse agonizzanti preziosi doni che non può contenere. Alcuni simboli compaiono di prepotenza nei miei lavori e la materia solida accompagna questa incombenza. El sabor de la primer manzana forse introduce già l'argomento sebbene in forma di una visione quasi onirica e veloce.
Ma nella riflessione per la tesi Carne rosa irrompe tutta la forza della carne. Sintesi delle mie origini e studio attento di un soggetto ricorrente in alcuni casi emblematici della storia dell'arte. Il bue macellato si carica fedele di questo compito ancora una volta. Dal macellaio si svolge la scena della frammentazione. Le mani incidono tagli ripetuti e precisi usando una lama brutalmente elettrica. La carne in silenzio si sottopone alla frantumazione totale senza sanguinare fino alla polverizzazione dell'osso. Sull'acciaio quotidiano e specchiante della macelleria il rito antico riprende vita, evoca altri carnefici e altre carneficine. (vedi biografia)
