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Franco Passalacqua

Giustamente i quadri di Franco Passalacqua possono essere messi in rapporto a tutta una schiera di opere di artisti ossessionati dal ‘modulo’, ma una cosa in particolare lo separa da molti di loro: un suo quadro, per quanto ‘astratto’, non può essere messo a rovescio. Questo potrebbe sembrare un punto minore o addirittura frivolo, ma indica una componente essenziale della sua pittura: il suo rigore formale e i suoi forti ritmi interni non solo legano e rendono solida la superficie, ma impongono una direzione, un dritto e un rovescio, un modo di leggere i quadri dal quale non ci è permesso prescindere. E questo sarebbe vero anche senza quelle delicate pennellate, quell’equilibrio di colori cupi ma ricercati accesi da lampi di arancione e di verdi acidi... Perché ambedue questi aspetti non sono altro che elementi che confluiscono in una strategia per farci partecipi della profonda umanità di questo suo mondo senza figure umane. I suoi ritmi astratti, la sua struttura solida, ma anche quelle sue pennellate che mostrano la mano che le ha create e quasi accarezzate, ci fanno ritrovare un mondo stabile ma scosso dalle correnti, dal rinnovamento e dall’appassire, un mondo in tutta la sua insicura sicurezza: non naturalistico ma, può darsi, fin troppo naturale. (vedi biografia)

OPERE DISPONIBILI

986: Compost – 2009
olio su tela
cm.90x90x6
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017: Disappearing forests – 2009
olio su tela
cm.90x90x6
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029: Disappearing forests – 2010
olio su tela
cm.30x30x6
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019: Disappearing forests – 2009
olio su tela
cm.90x90x6
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007: Compost – 2004
olio su tela
cm.180x180
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994: Compost – 2009
olio su tela
cm.75x75x6
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992: Compost – 2008
grafite e acrilico su tela
cm.90x90x6
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989: Compost – 2008
olio su tela
cm.90x90x6
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