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Ettore Spalletti

Forse oggi non esiste artista che più di Ettore Spalletti esprima in modo così poetico la precarietà che si nasconde dietro all’apparente stabilità della vita e la cultura. “Poetico”, non tanto nel senso di vaghezza di pensiero o di ricercatezza del gesto elevato ma, in ultima analisi, effimero: si tratta di un artista che costruisce un ponte fra sé ed il mondo in modo decisamente concreto, e che adopera tutte le strategie che conosce, dalla bellezza fisica a consapevoli riferimenti storici, per raggiungere questo scopo. Notoriamente è difficile, se non addirittura impossibile, definire la bellezza. Eppure, l’opera di Spalletti offre dei piaceri visivi apprezzabili da tutti: superfici delicate e quasi sensualmente tattili, colori e forme appena sufficientemente diversi dalla familiarità così da intrigare e stupire ogni volta lo spettatore. E sebbene i suoi colori altamente seducenti siano quasi naturali (anche se non completamente: nessun cielo è mai stato di un azzurro così incipriato, nessun nero esiste in natura come i suoi marmi lucidati), essi si oppongono con forza a quanto affermato dall’Urna greca di Keats: la bellezza non è tutto quello che sappiamo né tutto quello che dobbiamo sapere. (vedi biografia)

OPERE DISPONIBILI

Senza Titolo – 1999
impasto di colore su alabastro
50 x 50 x 10 cm
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Inseparabili Dittico – 2002
impasto di colore su tavola, foglia d’oro
150 x 300 x 4 cm
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Senza Titolo, Sottosopra – 2000
impasto di colore su alabastro
30 x 30 x 38 cm
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I colori si toccano – 2005
impasto di colore su tavola
40,2 x 80,4 x 4 cm
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INSTALLAZIONI

Ettore Spalletti, IN – FINITUM
Palazzo Fortuny, Venezia – 2009
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Ettore Spalletti, mostra Studio la Città - 2007.
Installation view
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Ettore Spalletti, mostra Studio la Città - 2007.
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