L’indiano Balaji Ponna attraverso la sua pittura svela i meccanismi persuasivi attraverso i quali le persone si convincono dell’importanza delle loro azioni.
I suoi lavori di grandi dimensioni, talvolta pervasi da un’ironia lieve, talvolta segnati da paradossi grotteschi, sono realizzati con la perfezione curata delle miniature indo-persiane. La realtà indiana, quella che Ponna conosce meglio, è il principale soggetto della sua ricerca. L’artista indaga i meccanismi universali della natura umana, che assume accenti diversi solo per adattarsi alle differenti situazioni, in questo caso le forti contraddizioni, interne all’India. La sua arte è tutt’altro che cronachistica, come è sostanzialmente diversa e lontana da ogni tentazione circostanziata di denuncia sociale: l’errore del mondo è insito nell’uomo stesso. L’artista è, così, una sorta di grillo parlante, che ha il compito di svelare i meccanismi di convincimento e persuasione e in tal senso non risparmia neppure il sistema dell’arte. Ponna guarda, con un sorriso solo abbozzato, il mondo in cui gli è dato vivere, sapendo di stare, parafrasando Voltaire, «nell’unico mondo possibile».
(vedi biografia)
